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la Recensione | |
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| ESTETICA e COMFORT | |||||||
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Come già accennato, Aprilia ha voluto sfruttare la scia del successo del “fratello maggiore” per proporre al pubblico un nuovo modello che fà dello stile il suo principale punto di forza.
Il family feeling della serie ATLANTIC è caratterizzato in primis dall'estetica, la quale è riconoscibile a vista d'occhio nella vista laterale e nel gruppo ottico posteriore.
Per il resto infatti, il nuovo ATLANTIC vive di vita propria. Ha una linea più proporzionata e grintosa con un nuovo frontale, una elegante coda slanciata, meno spigoli e più rotondità.
Tutto questo fà del “mini Atlantic” un mezzo davvero molto piacevole. |
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L'aggressivo gruppo ottico anteriore sdoppiato ( che ricorda tanto il TMax ), conferisce all'ATLANTIC una personalità molto sportiva, mentre l'originale gruppo ottico posteriore è di dimensioni più generose rispetto al 500, a tutto beneficio della sicurezza, infine uno slanciato portapacchi posteriore in tinta con incorporate le maniglie per il passeggero, completano questo bel prodotto.
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| L'unico elemento cromato ereditato dal fratellone è la compatta marmitta, la stessa che tra l'altro ritroviamo sullo Scarabeo. | |||||||
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Nella parte anteriore del tunnel, si trova il tappo del serbatoio benzina, al quale si accede tramite uno sportellino dotato di serratura. Per la verità lo sportellino ha un pò di gioco e sembrerebbe al quanto delicato.
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La posizione di guida sembra davvero confortevole. Il pilota ha a sua disposizione un'ampia sella ergonomicamente sagomata con tanto di supporto lombare ( non regolabile ) che offre un alto livello di comfort.
Anche per il passeggero non si è lesinato, questi ha infatti una abbondante seduta, posta come di consueto in posizione più elevata, ma non eccessivamente. In alternativa, sarà disponibile un pratico poggiaschiena ( in opzional ) con maniglie più corte, come quello attualmente montato di seria sul 500 per intenderci.
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Su ATLANTIC 125/200, Aprilia ha studiato attentamente anche la conformazione della pedana, rastremandola in corrispondenza della zona di seduta del pilota, che in questo modo può appoggiare sempre saldamente entrambi i piedi a terra per favorire le manovre da fermo e la sosta.
La pedana inoltre è abbastanza ampia e permette di allungare bene le gambe, ( ma non di distenderle completamente ) trovando così una posizione più naturale e riposante. Anche il passeggero dispone di due spaziose pedane, e anch'esse sagomate per evitare che le scarpe slittino. L'intera pedana è rivestita da una copertura gommosa scolpita.
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Il manubrio ha forma arrotondata ed è privo di spigolature, è abbastanza ampio e posizionato piuttosto vicino al busto, il che favorisce una posizione eretta del tronco. I più alti forse troveranno però una posizione un pò più appollaiata.
La sua colorazione dorata e brunita lo rende esteticamente davvero molto gradevole.
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In conclusione, il giudizio costruttivo dell' ATLANTIC non può che essere positivo. I materiali usati sono di elevata qualità ( le plastiche infatti non scricchiolano ), mentre le finiture e l'assemblaggio di tutte le parti costituenti il mezzo, sono state curate fin nei minimi particolari. Un pò più di cura la si poteva pretendere per il cassetto del controscudo e per lo sportellino del serbatoio carburante.
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| PROTEZIONE AERODINAMICA | ||
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Lo scudo anteriore di dimensioni generose e l'ampio parabrezza rialzato offrono una buona protettività dall'aria e dalle intemperie.
Al fondo del parabrezza in plexiglas, tagliato per altro con una forma insolita, posta fra i fanali, è presente una feritoia che invia un flusso d'aria all'interno dello stesso, in direzione del casco del pilota, per ridurre le turbolenze intorno ad esso, che vengono invece deviate ai lati e sopra.
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| CAPACITA' di CARICO | |||
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Su ATLANTIC 125/200, la capacità di carico non è proprio delle maggiori, comunque il vano sottosella anche se non molto profondo, è in grado di ospitare un casco integrale ( anche modulare ) e un demi jet, oppure altre piccole cose.
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Pur non essendo rivestito in moquettes, è comunque ben curato. E' presente sia l'illuminazione posta nella parte posteriore, sia la ormai indispensabile presa di corrente a 12 volt per ricaricare il cellulare, sita sul fianco destro. Nella parte anteriore, si trovano invece la batteria e la scatola dei fusibili racchiusi da un coperchio chiuso con viti, ma facilmente accessibile. Così come pure il coperchio posto sul fondo del vano, attraverso il quale si accede al serbatoio per il liquido refrigerante. Quello che invece manca è un comodo pistoncino per l'apertura della sella e per mantenerla in posizione verticale, che, quando è sollevata, mostra un pò di gioco.
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L'apertura del sottosella non è comandata dal blocchetto d'accensione come nei più recenti scooter, ma dalla classica serratura sul fianco sinistro. Forse è un bene o forse no! Questo infatti costringe a sfilarla dal quadro ogni qualvolta si debba prendere o riporre qualcosa. La sua chiusura, almeno inizialmente risulta un pò imprecisa, si deve fare una leggera pressione sulla parte posteriore fino a sentire lo scatto. Ma una volta chiusa è perfettamente stabile.
Utile il cappuccio proteggi sella in nylon offerto in dotazione, il quale permette di riparare il tessuto dalle intemperie, e tramite due bretelle da agganciare all'interno della sella, evita che questo venga rubato.
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Come già accennato, la capacità di carico non è delle maggiori, ma è sicuramente più sfruttabile di quella offerta dal 500.
Un altro vano portaoggetti è sito dietro lo scudo anteriore. Si tratta si un piccolo cassetto suddiviso in due scomparti per guanti, documenti, ... protetto da serratura. Sopra quest'ultimo si trova un gancio appendiborse con chiusura di sicurezza.
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Parliamo infine del portapacchi. Questo è abbastanza robusto ( portata max 9 kg ) e di dimensioni generose, e come già detto più volte, incorpora delle comode maniglie di sostegno per il passeggero. Ma la grossa novità sta nella predisposizione per montare direttamente ( senza altri supporti aggiuntivi e quindi a costo zero ) la piastra per un bauletto da 45 litri.
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| STRUMENTAZIONE | |||||
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Protetta da due ampie palpebre aerodinamiche, si cela una strumentazione davvero ben realizzata e gradevole alla vista, ben leggibile e con tutto l'indispensabile, anzi di più. Infatti, subito sotto le due alette, vi è una completa batteria di spie per le più svariate segnalazioni, tra cui anche la riserva della benzina ed il cavalletto laterale abbassato. Un paio di queste al momento sono inutilizzate, ma fanno pensare ad eventuali funzioni future, come ad esempio l'ABS e l'EFI.
Disposti su due elementi circolari, trovano posto sul primo il tachimetro ( fondo scala a 160 Km/h ) con contachilometri totale e parziale, mentre sul secondo coesistono l'indicatore del carburante e quello della temperatura liquido refrigerante.
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Un altra grossa novità di questo scooter è che non esiste l'interruttore per l'accensione delle luci. Queste si inseriscono automaticamente all'accensione del "quadro", in ossequio all'obbligatorietà di tenerle sempre accese. Forse però un interruttore per spegnerle in caso di batteria scarica, sarebbe stato utile.
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Tutti gli altri comandi sono eleganti e molto funzionali. Altra piccola variazione è la mancanza di un comando separato per il "passing", abbinato direttamente al deviatore abbaglianti/anabbaglianti. Gli specchi retrovisori, attaccati direttamente sulla parte anteriore della carena ai lati del parabrezza, non sporgono dalla sagoma dello scooter e sono un po' piccoli e dalla forma irregolare, ma dall'aria veramente sportiva.
A portata di "piede" e rapido da azionare è il cavalletto laterale, privo di molla per il rientro automatico e dotato di interruttore per impedire l'avviamento del motore.
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| CICLISTICA e DIMENSIONI | |||||||
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La ciclistica di ATLANTIC 125/200 sfrutta l'esperienza Aprilia fatta con Atlantic 500, per offrire un immenso piacere di guida. Il telaio difatti è un traliccio in tubi d'acciaio altoresistenziale, con struttura a doppia culla chiusa sovrapposta, studiato per offrire un'elevata rigidezza torsionale e un'elevata robustezza, le quali garantiscono una stabilità irreprensibile, il tutto tradotto in un piacere di guida ai massimi livelli per la categoria. Per scelta progettuale sono state utilizzate sospensioni ad ampia escursione ed un telaio particolarmente rigido per conseguire guidabilità e comfort di buon livello. La forcella teleidraulica anteriore è dotata di steli di ben 35 mm di diametro, la quale assicura una piacevole precisione di guida e un ottimale assorbimento dei colpi grazie ad un'escursione di ben 110 mm.
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Posteriormente invece, il gruppo motore-trasmissione, funge anche da forcellone oscillante e muove un ammortizzatore a doppia camera con un'escursione di 105 mm. La possibilità di regolare il precarico in modo micrometrico mediante la rotazione di una comoda ghiera, consente di ottenere il massimo dell'efficacia della sospensione con ogni tipo di carico o di fondo stradale. Questo sistema però rende difficile la memorizzazione di una taratura di riferimento. I bei cerchi in alluminio da 13 pollici hanno 5 razze sdoppiate montano pneumatici tubeless di generose dimensioni, 110/90 sull'anteriore e 130/70 sul posteriore. I pneumatici montati di serie sono i conosciuti Bridgestone Hoop per il 200, mentre per il 125 sono stati adottati gli sconosciuti Sava, probabilmente una nuova casa croata.
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La frenata è un altro dei punti di forza di ATLANTIC 125/200. Grazie all'utilizzo di un sistema frenante di tipo integrale, la frenata è sempre potente, sicura e gestibile su qualsiasi tipo di fondo stradale. I dischi freno di grande diametro sono due: 240 mm di diametro per l'anteriore, con pinza flottante a tre pistoncini paralleli, e 190 mm per il posteriore con pinza a 2 pistoncini contrapposti.
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La leva di normale utilizzo quindi risulta essere la sinistra che comanda entrambe i dischi in maniera rapida e sicura evitando il bloccaggio delle
ruote e di conseguenza sbandamenti, mentre la leva destra si aziona per frenate più decise lavorando solo sul disco anteriore. Un sistema immediato ed efficace anche per i neofiti. Manca purtroppo il freno di stazionamento o freno a mano, particolarmente utile per mezzi di queste dimensioni.
Le sue misure infatti contano:
Per finire con i numeri, il serbatoio conta una capienza di dieci litri e mezzo (di cui 1,5 lt di riserva), una quantità sufficiente vista la notevole parsimonia del propulsore.
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| MOTORE | ||||
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Sotto il vestito di uno scooter altamente tecnologico, non poteva mancare un cuore anch'esso all'avanguardia. Ecco perchè ATLANTIC 125/200 monta l'ormai famoso propulsore Piaggio Leader, leggermente rifasato secondo gli schemi Aprilia: - maggiori prestazioni e minori consumi
Il 125 cc eroga 10 kW ( 13,6 CV ) a 9.500 giri ( 11 Nm a 7250 giri di coppia ) raggiungendo una velocità max di 107 Km/h, mentre il 200 cc con i suoi 15 kW ( 21 CV )a 8500giri ( 17,4 Nm a 6500 giri) tocca la punta di 120 km/h. Entrambi i propulsori montano un catalizzatore allo scarico, il quale assicura un bassissimo livello d'emissioni inquinanti, facendo rientrare ATLANTIC 125-200 nei limiti EURO 2 di futura applicazione. Infine, ma non ultimo per importanza, i consumi sono stati ridotti il più possibile, per garantire anche una grande autonomia.
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| CONCLUSIONI | |
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Sinceramente parlando credo che ATLANTIC 125/200 sia decisamente meglio riuscito rispetto al fratellone. Le sue dimensioni relativamente contenute, con un'estetica più aggressiva, i materiali di buona qualità con finiture curate, una strumentazione e una dotazione di serie fra le più complete della sua classe, ne fanno uno scooter davvero appetibile. ( speriamo non dai ladri :o( ) Si vocifera anche di una futura ricca serie di accessori creati appositamente per questo mezzo, per aumentarne il comfort e la praticità d'utilizzo.
E concludiamo con il prezzo.
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| 15 Febbraio 2003 | |||
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